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August 30, 2018

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IL VILLAGGIO OLIMPICO

Villaggio Olimpico è senza ombra di dubbio è uno degli esempi più estesi, strutturati e coerenti di pianificazione urbanistica realizzata nella città di Roma.  

 

Il Villaggio Olimpico un tempo era il Campo Parioli, un insieme di baracche che durante gli anni duri della guerra ospitavano tante famiglie.

 

Venne edificato in occasione delle olimpiadi del 1960 per risolvere uno dei problemi più complessi: dare accoglienza ad atleti, organizzatori, addetti stampa ed altro personale. Se ne contano più di ottomila. L’eventuale edificio temporaneo venne soppiantato dalla possibilità concreta di costruire delle strutture che restassero nel tempo per diventare la casa di migliaia di famiglie.

Trentacinque ettari a disposizione su cui edificare delle palazzine sollevate da terra grazie a pilastri di cemento circondate dal verde.

 

Il Progetto

Il progetto del Villaggio Olimpico fu commissionato ad alcuni tra i più significativi architetti dell’epoca: Vittorio Cafiero, Adalberto Libera, Amedeo Luccichenti, Vincenzo Monaco e Luigi Moretti. Nonostante le diverse soluzioni architettoniche utilizzate diedero al Villaggio la sua omogeneità. L’intero complesso infatti è caratterizzato dall’utilizzo del tipo a pilotis in conglomerato cementizio armato e tamponatura doppia in mattoni rivestita in laterizio giallo dorato. I palazzi del villaggio sono stati realizzati rispettando in maniera ortodossa i cinque principi enunciati da Le Corbusier che secondo quest'ultimo avrebbero dovuto caratterizzare l’architettura moderna: piano pilotis, tetto giardino, pianta libera, facciata libera, finestra a naso.
 

 

 

OGGI

 

Dal 1985 molti degli assegnatari delle abitazioni hanno riscattato oltre il 90% degli appartamenti diventati ovviamente privati.
Per molti anni è stato una delle tappe della prostituzione capitolina fino a quando il grande progetto dell’Auditorium Parco della Musica ha preso vita.

 

Oggi il Villaggio Olimpico, oltre ad essere un tranquillo agglomerato urbano nel centro della città ha come “vicine di casa” alcune tra le opere architettoniche più importanti di tutti i tempi (oltre al già citato Auditorium anche il MAXXI). Luogo labirintico mai uguale a stesso nonostante l’apparenza, alle volte cosi verde da ricordare agglomerati anglosassoni o più generalmente nord europei; l’ex Campo Parioli possiede un importante passato, un vitale presente ed una porta aperta verso il futuro. 

 

 

All'interno del VIlaggio Olimpico, in via India 1, al primo piano all'interno dello spazio interno 4 è situato lo studio di Render Factory sede operativa dell'Architetto Francesco Rosito. 

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